“ll guanto di mio fratello”: il volume scritto da una sibling per altri sibling

L’autrice, Giulia Franco, è divenuta psicoterapeuta anche grazie all’esperienza con suo fratello maggiore. E ora ha firmato un volume illustrato per aiutare i più giovani a fare i conti con la disabilità dei propri fratelli e sorelle

Giulia Franco è una psicoterapeuta. Ma è anche la sorella di Giacomo, un ragazzo gravemente disabile fin dalla nascita, per lei continua fonte d’ispirazione. E oggi ha deciso di mettere la propria esperienza di vita e professionale a disposizione di tutti attraverso un volume, dedicato soprattutto ai più giovani, e intitolato “Il guanto di mio fratello. La disabilità raccontata ai bambini” (Il Prato 2021, pagg. 72, euro 16,00). Il volume, accompagnato dalle illustrazioni di Nicoletta Silvestrin, racconta, appunto, le vicende di Giulia e Giacomo e del loro tortuoso e affascinante percorso di conoscenza e accettazione reciproca. “L’idea di questo libro nasce dal desiderio di raccontare la disabilità ai bambini attraverso un viaggio fantastico alla ricerca di sé stessi”, scrive l’autrice nell’introduzione. E per aiutare i giovani lettori a comprendere l’esperienza di avere un fratello o una sorella disabile il volume presenta anche una storia illustrata, quella di Hina e Tabi: Hina è una bambina tranquilla, precisa e brava a scuola. Suo fratello Tabi è molto vivace e un po’ pasticcione e, quando cammina per strada, attira gli sguardi della gente su di sé per via di un grosso guanto rosso che non smette mai di indossare: quel guanto, imparerà Hina, è ciò che rende suo fratello diverso dagli altri e molto speciale. Ma a nulla vale provare a sfilarglielo, il segreto è imparare ad accettarlo, amando suo fratello esattamente per quello che è.

Come Hina, anche Giulia, quando era piccola, era la classica brava bambina che andava bene a scuola e non voleva dare problemi ai genitori, perché loro di pensieri ne avevano fin troppi. “In teoria, una sorella minore, in pratica una sorella maggiore con un’infanzia passata alle prese con la disabilità grave di un fratello senza una chiara diagnosi”, racconta Giulia nel volume. Una sorella che non smette mai di preoccuparsi di suo fratello, intrufolandosi nelle sedute di terapia per capire cosa succede, accertandosi che le insegnanti lo accudiscano a dovere, svegliandosi di notte per controllare se sta bene. Fino a quando, una volta divenuta adulta, arriva il momento della separazione e Giulia si avvia a intraprendere il percorso di psicoterapeuta: “Facendo dei miei vissuti un mestiere di aiuto, inizio a dedicarmi a tanti fratelli e sorelle. In questi anni sono centinaia le storie che ho ascoltato dal Nord al Sud del nostro Paese – scrive –. Storie dove cambiano luoghi e protagonisti, ma dove i vissuti sono comuni e l’amore per i figli universale”.

Da qui la decisione di condensare la propria esperienza in un volume, pensato per le famiglie e per i professionisti del sociale, ma scritto da una sibling per i sibling di cui l’autrice indaga, appunto, i vissuti anche attraverso gruppi di condivisione suddivisi per fasce di età. E invita a porre l’attenzione su una serie di aspetti sui quali appare necessario riflettere: dalla sensazione di isolamento che possono provare rispetto alle persone che li circondano alla difficile relazione con i fratelli e le sorelle disabili, passando per la mancanza di informazioni, la rabbia, il senso di colpa, l’imbarazzo, la paura e la sensazione di impotenza, solo per citare alcuni degli esempi riportati nel volume. Un vissuto complesso quello dei sibling, insomma, che necessita di verità e di attenzione e che, nel caso dei più giovani, può essere elaborato anche grazie al supporto di un libro illustrato.