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Se tuo fratello ha la sindrome di Tourette. La storia di due sibling nel romanzo “Uno schiaffo e una carezza”

Il ricordo più amaro che Edoardo conserva della sua infanzia è la vergogna provata nell’entrare in chiesa, sotto gli occhi di tutto il paese, accompagnato da sua madre e dal fratello Nazario che, preso da tic e scatti nervosi, attira su di sé gli sguardi impietosi e talvolta disgustati degli altri. Il rapporto tra due sibling è al centro di “Uno schiaffo e una carezza” (Butterfly Edizioni 2014), il primo romanzo di Ismaela Evangelista, psicologa psicoterapeuta in ambito clinico e formazione psicosociale, costantemente interessata allo studio della mente tra normalità e patologia.

Da bambino, Edo, conduceva una doppia vita: quella spensierata con gli amici e quella in famiglia, insieme al fratello “malato”. Quel fratello non poteva giocare, scherzare, utilizzare bicchieri di vetro e forbici. Quel fratello aveva una vita interrotta, ero uno schiaffo in pieno viso per tutta la famiglia mentre lui, Edo, era la carezza e ciò lo caricava di una terribile responsabilità: salvare i suoi genitori dalla sofferenza e, dunque, non concedersi mai il lusso di deludere nessuno all’infuori di se stesso. Ismaela Evangelista tratteggia il profilo di un disturbo difficile, la sindrome di Tourette, evidenziando il dolore dei familiari ma anche le opportunità che bisogna imparare a sfruttare per sopravvivere.